"Amo il ricordo di quelle epoche nude
quando a Febo piaceva indorare le statue,
quando l’uomo e la donna nella loro semplicità
gioivano senza menzogna e senza ansietà,
e offrendo la schiena alle carezze del cielo
mantenevano sana la loro nobile macchina."

martedì 21 maggio 2019

GIOCHI DI RUOLO: PALESTRA PER MIGLIORARE LA SCRITTURA






Ho sempre avuto la passione per la scrittura, ma la vera spinta che mi ha dato il coraggio di pubblicare è stata la partecipazione ai giochi di ruolo su Facebook, dove ho imparato a scrivere meglio, a creare dialoghi diretti e soprattutto a descrivere le emozioni e il contesto minuziosamente.


COS'È UN GIOCO DI RUOLO FONDATO SULLA SCRITTURA

Giocare di ruolo scrivendo è come creare una sceneggiatura. 
Si parte da una trama di base dalla quale scaturiscono tantissime altre trame, che consentono ai vari personaggi di incontrarsi, incrociarsi e magari, con l'approvazione del master, legarsi sentimentalmente.
Innanzi tutto si parte da un fandom, che sarebbe il contesto del gioco. Esistono centinaia di giochi ispirati a romanzi, serie tv, ma anche inventati di sana pianta, che nascono con l'intenzione di attenersi strettamente alla trama o deviarne il corso. In quest'ultimo caso si parla di What if, ossia giochi in cui la trama devia da quella originale e narra le vicende generate da una diversa ramificazione di quelle originali.
E poi c'è da differenziare la tipologia del fandom: fantasy o real life. Quello fantasy riguarda trame che non hanno nulla a che fare con la realtà e, al di là del periodo e della location (immaginari o reali), si basano su eventi e personaggi con le caratteristiche tipiche del mondo della fantasia in senso molto ampio. Nei gdr real life non esiste la magia, né i super poteri, e variano in base al periodo storico. I miei preferiti erano quelli ambientati nel medioevo, esattamente nel XIV secolo, e in epoca vittoriana, ma, data la diffusione del fantasy, non ho mai trovato gdr su Facebook degni di nota in cui ruolare... infatti alla fine li ho creati io ed è stata un'esperienza bellissima!





LA MIA ESPERIENZA DA ROLE PLAYER E DA MASTER

Ho giocato di ruolo per molti anni e ho interpretato diversi ruoli interessanti. 
Sono stata una vampira, una principessa guerriera, una raminga, un guerriero sanguinario e perfino un nano... ma ora che ci penso non ho mai interpretato l'elfo!
Il mio fandom preferito era quello tolkieniano (forse lo avevate capito), che mi ha dato modo di esprimere tutta la mia passione per la Terra di Mezzo e interpretare personaggi inventati (ma coerenti col contesto) o originali, ossia tratti dai romanzi di Tolkien.
Il primo gdr in cui ho allenato le manine era del fandom tolkieniano, ma non c'era coerenza, non si rispettavano i tempi e alla fine ho assistito anche al matrimonio tra Eowyn di Rohan e lo stregone di Angmar, cosa alquanto vomitevole per un'appassionata de Il Signore degli Anelli. 
Successivamente sono entrata in un altro gdr tolkieniano, sempre molto libero, senza costrizioni, senza un numero massimo di personaggi da interpretare. Devo dire che l'esperienza è stata fantastica. Era divertente, così divertente che alla fine ho creato tre personaggi: una raminga, un guerriero solitario e un cavaliere azzurro di Dol Amroth (chi conosce Tolkien sa di cosa parlo).
Dopo diversi anni a ruolare in gdr gestiti da altri amministratori, stanca di quel libertinaggio che sforava gli scritti di Tolkien e, in un certo senso, li imbastardiva, ho creato il mio e l'ho gestito con passione per cinque anni... Ed è stato attraverso il Where once was light now darkness fall che ho compreso l'importanza di una trama ben strutturata, delle biografie dei personaggi ben costruite e di quell'organizzazione che distingue un gdr molliccio e campato in aria da uno ben impostato e costruito con l'aiuto di role players esperti, più esperti di me, che hanno lasciato un'impronta decisa. Sigh!


GIOCO DI RUOLO E ROMANZO: DIFFERENZE E SIMILITUDINI

Gettare le basi per la trama di un romanzo non è dissimile dal farlo per un gdr.
Si parte da un'idea di base, si definisce il periodo, la/le location, i personaggi e poi inizia l'intreccio di vicende che porterà i vari personaggi a incontrarsi. Ma nel gioco di ruolo non esiste il protagonista "indiscusso", tutti sono protagonisti della propria piccola storia che accresce quella più grande...la trama. A parte quei gdr in cui la scena è dominata da megalomani ed egocentrici, solitamente ogni personaggio ha la sua importanza. Lo stesso vale per i romanzi, ma qui abbiamo (solitamente) un protagonista. Questa è la prima differenza, ma non possiamo negare le eccezioni in entrambi i casi.

Un master può decidere se concedere il massimo della libertà ai suoi "attori" o mettere dei paletti così da non uscire fuori dalla trama. Io mi sono incuneata sempre tra entrambe le cose: ho dato una moderata libertà ai miei players, a patto che rimanessero ancorati alla trama e non imbastardissero il o i romanzi del Maestro. 
A ogni modo, i players, con la guida di un master che dà loro una visione generica e ampia del campo d'azione, iniziano a dar vita a dialoghi col partner di role, come un romanzo a più mani. E questa è l'altra, ovvia, differenza. Non c'è uno scrittore che dà vita ai suoi "figli", ma ci sono una molteplicità di "figli" che arricchiscono da sé la trama generale.

Un buon gdr, come un buon romanzo, è fondato sull'equilibrio. 
Ogni elemento destabilizzante "sporca" il racconto. Ma anche la ricerca ha la sua importanza, e senza una buona base da cui partire tutto appare traballante e senza senso.
Creare un gdr medievale o vittoriano (real life) è più complicato rispetto a un gdr fantasy inventato o tratto da un originale, proprio perché bisogna avere basi storiche da cui partire. Lo stesso vale, ovviamente, per il romanzo. Per scrivere una buona trama bisogna studiare minuziosamente il periodo in cui si vuole ambientare il romanzo, ecco perché molti si lanciano sulla solita storiella dell'elfo e del lupo mannaro...Là non c'è nessuna ricerca da fare: nel fantasy tutto è concesso, perfino la relazione amorosa tra due creature lontane anni luce, come Peter Jackson ci ha insegnato 💔
La sfida è creare qualcosa di diverso, qualcosa che non si conosce, ma che possiamo capire attraverso libri di storia.  E a me piacciono le sfide, e anche leggere i libri di storia!




Se vi è piaciuto il post, fatemelo sapere. L'ho lasciato volutamente in sospeso perché la prossima volta vi "parlerò" di un argomento che farà arrabbiare qualcuno, o sorridere, chi lo sa. Se avete qualcosa da aggiungere sulle vostre esperienze da rolers o scrittori, scrivete pure. Il confronto arricchisce e e io sono molto avida... STAY TUNED 💕



  




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